Come organizzazione non governativa di ricerca e soccorso, ci impegniamo per un mondo in cui i diritti umani di tutti siano rispettati. SOS Humanity lotta per l’umanità in mare e sulla terraferma. Ci impegniamo a garantire che nessuna persona anneghi durante la fuga in mare e che tutti siano trattati con dignità.
Salvare, proteggere, testimoniare – e cambiare
SOS Humanity è stata fondata nel 2015 su iniziativa del capitano e storico Klaus Vogel a Berlino con il nome di SOS Mediterranee Deutschland ed è attiva nel Mediterraneo centrale dall’inizio del 2016. Fino alla fine del 2021, insieme alla rete europea SOS Mediterranee e alle navi di soccorso Aquarius (dal 2016) e Ocean Viking (dal 2019), abbiamo salvato dall’annegamento più di 39.500 persone, tra cui molti bambini e adolescenti.
All’inizio del 2022, come SOS Humanity abbiamo portato la nostra prima nave di soccorso nel Mediterraneo: la grande nave di soccorso Humanity 1. Facciamo parte dell’alleanza “Justice Fleet”, che abbiamo fondato nell’autunno del 2025 insieme ad altre iniziative di soccorso in mare. Nello stesso periodo, alla fine del 2025, abbiamo acquistato una seconda nave: la barca a vela Humanity 2, che sarà operativa da metà 2026. Il nostro obiettivo: salvare più persone in pericolo di vita sulla rotta mortale tra il Nord Africa, Malta e l’Italia e portarle in un luogo sicuro.
le nostre navi
Da agosto 2022, la nostra grande nave di soccorso Humanity 1 è in servizio nel Mediterraneo centrale. A metà del 2026 si aggiungerà il a barca a vela Humanity 2.
Qui puoi scoprire tutto sulle nostre navi e sulle operazioni dei nostri equipaggi.
Le persone dietro SOS Humanity
Fondata da cittadini nel 2015 in risposta alle morti nel Mediterraneo e all’incapacità dell’Unione Europea di prevenirle, SOS Humanity rispecchia diverse esperienze personali e professionali. SOS Humanity vive grazie a tutte le persone che si oppongono alle morti nel Mediterraneo: la società civile, i soci, i membri del consiglio di amministrazione, i team a terra e in mare, i volontari e i donatori.
I membri ordinari di SOS Humanity determinano i principi del nostro lavoro di salvataggio ed eleggono il consiglio direttivo. Il consiglio onorario gestisce l’associazione in conformità con i nostri statuti e le risoluzioni dell’assemblea generale.
Salvare vite insieme
Il team dell’ufficio di Berlino realizza gli obiettivi di SOS Humanity. Il dipartimento operativo assicura la realizzazione delle missioni attraverso l’equipaggio, la logistica e le operazioni navali in corso. L’equipaggio a bordo soccorre, accompagna i sopravvissuti a bordo e raccoglie le loro storie.
I membri degli otto gruppi di volontari in Germania moltiplicano il nostro lavoro e sono la nostra ancora nella società civile. Interagendo direttamente con i cittadini, creano la necessaria consapevolezza della situazione nel Mediterraneo.
With our rescue ship we rescue people fleeing from distress in the Central Mediterranean Sea since August 2022.
We provide the rescued people on board with clothing and food, as well as medical and psychological care. Furthermore, we identify special protection needs and communicate them to the respective agencies on land.
We document the stories of survivors and release information on abuses such as human rights violations at Europe’s external borders.
We inform the public about the inhumane consequences of European migration policies. On a political level we advocate for the rights of people fleeing across the sea.
GELTENDES RECHT UMSETZEN
Die EU-Staaten müssen sicherstellen, dass im zentralen Mittelmeer geltendes Völkerrecht eingehalten und umgesetzt wird. Völkerrechtliche Verpflichtungen dürfen nicht wissentlich umgangen werden. Dazu gehört unter anderem die Pflicht zur Seenotrettung, zur staatlichen Koordination von Such- und Rettungseinsätzen sowie die schnellstmögliche Ausschiffung von aus Seenot Geretteten an einen nahegelegenen sicheren Ort
EINE EUROPÄISCHE SEENOTRETTUNG ETABLIEREN
Die EU-Mitgliedstaaten müssen endlich ein europäisch organisiertes und finanziertes sowie staatlich koordiniertes Seenotrettungsprogramm im zentralen Mittelmeer schaffen. Das EU-Seenotrettungsprogramm sollte einzig und allein auf das Ziel ausgerichtet sein, Leben zu retten und damit nicht-militärisch.
KEINE KOOPERATION MIT DRITTSTAATEN ZUR MIGRATIONSABWEHR
Nach internationalem Recht können weder Libyen noch Tunesien als sicherer Ort für aus Seenot Gerettete eingestuft werden. Durch die Kooperation mit unsicheren Drittstaaten im Bereich der Seenotrettung macht sich die EU an Völkerrechtsbrüchen und Menschenrechtsverletzungen auf See sowie in Libyen und Tunesien mitschuldig.
Jegliche Kooperation mit Drittstaaten wie Libyen und Tunesien, die auf die Abwehr von Schutzsuchenden zielt und in der Konsequenz Menschenrechte verletzt, muss beendet werden. Die EU und ihre Mitgliedstaaten müssen sofort jegliche Ausbildung, Ausrüstung und Finanzierung der sogenannten libyschen Küstenwache und der tunesischen Küstenwache beenden.
ZIVILE SEENOTRETTUNG UNTERSTÜTZEN STATT BEHINDERN
Europäische Bürger*innen haben die zivile Seenotrettung geschaffen, weil die EU-Mitgliedstaaten keine eigene europäische Seenotrettung im zentralen Mittelmeer betreiben. Doch die lebensrettende Arbeit von humanitären Organisationen wird von EU-Mitgliedsstaaten – insbesondere Italien und Malta – durch fehlende Weitergabe von Informationen, nationale Gesetzgebung, Kriminalisierung von NGOs und Crewmitgliedern, administrativen Schikanen und illegitimen Sanktionen wie Geldstrafen für NGOs und Festsetzungen von Rettungsschiffen behindert. Die EU und ihre Mitgliedsstaaten müssen sich klar gegen diese Behinderungsversuche stellen und sicherstellen, dass zivile Seenotrettung im Mittelmeer ohne jede Einschränkung stattfinden kann.