SOS Humanity raddoppia la propria capacità di soccorso per salvare più vite nel Mar Mediterraneo

David Yambio is holding a speech at the naming ceremony of Humanity 2 in Licata.
Jasmin Rossi / SOS Humanity

Maggiore capacità di soccorso: la nuova barca a vela “Humanity 2” battezzata in Sicilia

Licata, Sicilia, 25 giugno 2026. Nel corso di una cerimonia tenutasi oggi alle ore 13:00 a Licata, la nuova nave di soccorso di SOS Humanity, una barca a vela lunga 24 metri, è stata battezzata Humanity 2.

L’ex yacht è stato acquistato da SOS Humanity nell’ottobre 2025 ed è stato trasformato in una nave di soccorso a partire da dicembre presso il cantiere navale di Licata, nel sud della Sicilia, con l’aiuto di numerosi volontari. L’obiettivo è di aumentare la capacità di soccorso dell’organizzazione tedesca di ricerca e soccorso, fondata dieci anni fa, che gestisce la grande nave di soccorso Humanity 1 dall’agosto 2022.

Secondo l’OIM, nel 2026, finora, almeno 1.330 migranti sono annegati o sono scomparsi lungo la rotta del Mediterraneo centrale. Si tratta dell’inizio d’anno più letale mai registrato dal 2014.  In risposta a questa grave lacuna nei soccorsi, SOS Humanity metterà in servizio la nuova barca a vela Humanity 2 nel Mediterraneo centrale per rispondere in modo flessibile alle esigenze di soccorso, principalmente nelle acque al largo della Tunisia o più a sud. L’equipaggio di 10 persone a bordo della barca a vela assisterà chi si trova in pericolo, monitorerà e documenterà le violazioni dei diritti umani e, in caso di emergenza, accoglierà fino a 100 persone a bordo. Il suo funzionamento è economico, flessibile ed efficiente. 

Il 25 giugno alle ore 13:00, nel cantiere navale di Licata, il team e l’equipaggio di SOS Humanity, insieme a rappresentanti locali e influencer, hanno celebrato il battesimo della nuova nave di soccorso Humanity 2, entrata a far parte della flotta civile. Il padrino della Humanity 2, David Yambio, direttore esecutivo di Refugees in Libya, ha tenuto un discorso prima di compiere il rito del battesimo.  «Non si tratta più di decidere se rifiutare o meno le politiche di frontiera letali ed esclusive dell’UE, soprattutto in assenza di percorsi sicuri per chi cerca protezione. Si tratta piuttosto del nostro rifiuto di essere complici dei crimini contro l’umanità commessi nel Mediterraneo centrale. Se ciò significa schierare 30.000 nave civili di soccorso in mare, lo faremo senza esitazione, nonostante ogni tentativo di criminalizzare il nostro dovere, la nostra solidarietà e la nostra umanità», ha affermato Yambio, che egli stesso è fuggito attraversando il mare.

Una nave di soccorso e di monitoraggio
«La barca a vela è stata acquistata e trasformata in una nave di soccorso grazie a grande dedizione, ai finanziamenti della società civile e al duro lavoro dei volontari e dello staff di SOS Humanity – per raggiungere un obiettivo importante: mandarla in mare per soccorrere più persone in difficoltà», afferma Till Rummenhohl, direttore generale e responsabile delle operazioni di SOS Humanity. «La missione di questa nave è anche quella di contribuire a testimoniare ciò che sta accadendo in mare, tutte le violazioni dei diritti umani commesse quotidianamente da entità sostenute dall’UE. L’equipaggio monitorerà principalmente l’area marina al largo della Tunisia, documenterà gli incidenti e SOS Humanity si assicurerà di renderli di dominio pubblico. Ogni vita è importante e merita questo ulteriore sforzo di soccorso».

Ruhige Wellen und blauer Himmel
Isabelle Law
Maggiori informazioni:

Scheda informativa sulle nostre operazioni e sulle nostre due navi, tra cui la Humanity 2 a questo link.

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Flore Murard
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