L’Aia: a giudizio il funzionario libico responsabile della prigione di Mitiga dove si praticava la tortura

Laurin Schmid / SOS Humanity

SOS Humanity critica le contraddizioni della politica tedesca

L’Aia/Berlino, 19 maggio 2026. L’alto funzionario libico Khaled Mohamed Ali El-Hishri è accusato di crimini contro l’umanità e crimini di guerra: dopo 15 anni di indagini della CPI sulla Libia, è la prima udienza presso la Corte penale internazionale (CPI) dell’Aia contro un’alto funzionario, quello del famigerato carcere di Mitiga a Tripoli. Nel campo, i rifugiati e i migranti intercettati in mare della sedicente Guardia Costiera libica vengono arbitrariamente detenuti, torturati e sfruttati. L’organizzazione di ricerca e soccorso SOS Humanity critica il governo tedesco per essere complice di questi gravi crimini fornendo sostegno finanziario e politico ai responsabili tramite l’Unione Europea. 

SOS Humanity mette in luce l’incoerenza delle azioni del governo tedesco: all’inizio di maggio 2026, per la prima volta, il Ministero federale dell’Interno ha alzato il livello di sicurezza 2 alla zona di ricerca e soccorso libica per le navi battenti bandiera tedesca. Secondo una dichiarazione del Ministero, ciò era dovuto al pericolo rappresentato da soggetti libici. Tuttavia, il governo tedesco si rifiuta di dichiarare che la Libia non è un luogo sicuro per le persone in cerca di protezione che sono state soccorse in mare (cfr. la risposta all’interrogazione parlamentare del partito Alleanza 90/I Verdi dell’11 marzo 2026). Il governo guidato da Friedrich Merz ha invece modificato, lo scorso anno, il mandato relativo alla partecipazione dell’esercito federale tedesco alla missione IRINI dell’UE, ammettendo implicitamente l’addestramento della Guardia Costiera libica. 

«Il governo tedesco tradisce le evidenti contraddizioni della sua politica: da un lato sostiene soggetti criminali e quindi violazioni sistematiche dei diritti umani; dall’altro, riconosce la pericolosità e i crimini commessi proprio da quegli stessi soggetti, alla cui perseguibilità contribuisce consegnando El Hishri alla Cpi», spiega Marie Michel, esperta di politiche presso SOS Humanity. «L’esercito federale tedesco non deve addestrare la cosiddetta Guardia Costiera libica, che costringe le persone in cerca di protezione nei campi di detenzione. La Germania si sta rendendo complice dei crimini ora all’esame della Corte penale internazionale». 

Secondo l’esperienza delle organizzazioni di soccorso in mare, l’aggressività degli attori libici in Libia e nel Mediterraneo non è più rivolta solo contro i profughi. In diverse occasioni, infatti, le motovedette della Guardia Costiera libica, finanziata dall’UE, hanno aperto il fuoco con munizioni contro navi di soccorso delle ONG; l’episodio più recente riguarda la Sea-Watch 5, l’11 maggio 2026. L’equipaggio e le 90 persone soccorse sono stati minacciati di essere rapiti e ricondotti in Libia. 

«Molti di noi sono stati intercettati in mare, rispediti in Libia, detenuti senza alcuna accusa, torturati, ridotti in schiavitù, violentati o reclutati con la forza da milizie che operano all’interno di un sistema da tempo noto alla comunità internazionale», afferma David Yambio, direttore esecutivo dell’organizzazione Refugees in Libya. «Il fatto che El Hishri debba ora rispondere dei propri crimini dinanzi alla Corte penale internazionale rappresenta un passo importante verso il riconoscimento della responsabilità penale. Allo stesso tempo, dobbiamo sottolineare che la responsabilità non si limita ai singoli autori, ignorando che è il sostegno dell’UE alle autorità libiche che rende possibili questi crimini ancora oggi.” 

SOS Humanity lancia una petizione per richiamare l’attenzione su queste contraddizioni e per protestare contro la proroga da parte del governo tedesco del mandato IRINI dell’esercito federale. 

Qui trovate la petizione. 

Qui trovate la dichiarazione congiunta di 37 organizzazioni della società civile sull’accusa a El Hishri: Dichiarazione della società civile: solidarietà con i sopravvissuti e le vittime di crimini internazionali in Libia – SOS HUMANITY 

Ruhige Wellen und blauer Himmel
Isabelle Law
Il vostro contatto

Flore Murard
Addetto stampa per l’Italia
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Immagini e video

delle operazioni di ricerca e soccorso di Humanity 1 sono disponibili al questo link.